Chi sono

Davide Uria (Trani, 11 febbraio 1987) si è laureato in Pittura presso l’Accademia di Belle Arti di Bari. Ha successivamente approfondito le dinamiche digitali e il web marketing, sviluppando una ricerca che intreccia sensibilità artistica e comunicazione contemporanea.

Esordisce nel 2010 con la raccolta poetica A cosa serve un cuore?, ripubblicata nel 2012 da Edizioni Pavone, con cui pubblica anche Vieni a cercarmi (2016). Dopo la chiusura della casa editrice, nel 2017 rielabora entrambe le opere in Trame d’assenza (Augh! Edizioni). Nel 2020 dà vita al progetto Panacea. Al di là dell’abisso, realizzato insieme all’illustratrice Mariateresa Quercia e segnalato da Artribune. Nel 2023 torna all’autopubblicazione con Non mi vedi, raccolta che ripercorre e rinnova l’intera produzione poetica.

Nel 2024 pubblica Oltre Tempo, raccolta che intreccia in trenta testi poesie edite, rielaborate e inedite, e il saggio Lucio Fontana spiegato a mia nonna: perché i tagli sono opere d’arte, segnalato da Artribune per l’approccio ironico e accessibile all’arte contemporanea. Nel 2025 escono Sopravvivere a un museo d’arte contemporanea e, il 17 ottobre, Il mestiere di dimenticarti, raccolta in sei sezioni nata da un anno di scrittura quotidiana, che affronta dolore, assenza e fragilità con un linguaggio preciso e chirurgico.

Parallelamente all’attività letteraria, si occupa di curatela e progettazione culturale. Tra le mostre da lui curate figurano Minuscule (2012) e Collateral Identity (2019), entrambe ospitate a Palazzo Palmieri di Trani, e la mostra dedicata a Paolo Gubinelli, curata nel novembre 2025 presso la Biblioteca Comunale di Trani. Ha collaborato con il MART di Rovereto, occupandosi di grafica e comunicazione visiva per importanti progetti espositivi. Dal 2018 insegna disegno e storia dell’arte all’Università della Terza Età di Trani e, nel 2025, è stato impegnato nello sviluppo di laboratori di arte contemporanea presso la Biblioteca Giovanni Bovio della sua città.

Sue poesie e i suoi articoli sono apparsi su Frequenze Poetiche, Le parole, Centro Culturale Tina Modotti, Rai Poesia, la Repubblica, Venti Blog e sulla rivista peruviana Kametsa, che ha tradotto alcuni suoi testi in lingua spagnola. La sua ricerca si muove tra parola, immagine e pensiero critico, con l’obiettivo di costruire ponti tra tradizione e contemporaneità.